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Rivista Proeis numero 1

 

 

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Il Diversity Management. L'origine e l'evoluzione di un nuovo approccio per la gestione del personale

A partire dagli anni ’60 dello scorso millennio le grandi aziende del continente nord americano si scontrarono per prime con l’esigenza di valorizzare i talenti dei loro lavoratori che risultavano essere per la maggior parte appartenenti ad etnie, religioni e background molto diversi tra loro.
Nasce proprio in questo scenario un nuovo modo di approcciarsi alla gestione del personale all’interno di un’organizzazione: il Diversity Management.

Diverso da chi?

Il 2,4% della popolazione italiana nel 2011 si è dichiarato omosessuale o bisessuale.
Tuttavia, i dati raccolti dall’ISTAT risentono dell’elevata percentuale di coloro che non si sono espressi o espressi chiaramente. Si dichiarano omosessuali più gli uomini (2,6%) che le donne (2,2%), più nel Nord (3,1%) che nel Centro (2,1%) o nel Sud (1,6%), più i giovani (3,2%) che le persone di 35-44 anni e di 55-64 anni (2,7%).

La città dispersa dalla prospettiva del trasporto e la mobilità

Il dilemma tra città compatta e città dispersa ha caratterizzato, e caratterizza tutt’ora, intensi dibattiti tra accademici e professionisti che si occupano di urbanistica e ordinamento del territorio, dai quali emergono differenti opinioni riguardo quale sia la forma di sviluppo urbano più conveniente.

Gli spazi e i tempi del consumo

Oggi, se noi due ci diamo un appuntamento, non ci incontreremo al Pantheon, ma, probabilmente, davanti ad un tempio del consumo. È il consumo che rinomina i luoghi della metropoli.[1]
Sin dall’antichità lo spazio organizzato della città è sempre stato espressione della concezione del tempo e del suo uso. L’esempio più evidente è rappresentato dalla città moderna, il cui tempo è scandito dai ritmi della fabbrica.

La città tra memoria, tradizione e presente

Quando la patina ricopre un vecchio oggetto, questo può diventare “antico”, acquistando un valore distinto da quello di scambio o uso. È un valore generato dal passare del tempo, non quantificabile (per alcuni elevato, per altri nullo). Questa nuova dimensione dell’oggetto deriva da (e allo stesso tempo alimenta) un continuo riferimento al passato, e rappresenta, mediante la memoria e il ricordo, una continuità tra questo e il presente. L’oggetto, nel passaggio da vecchio a antico, acquisisce importanza e genera attenzione e interesse.

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