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Turismo ambientale sostenibile. I vantaggi del marchio Ecolabel per strutture ricettive

In questo momento storico, in cui si registra il peso dei danni irreversibili provocati dall’alterazione dell’equilibrio climatico e, si rafforza la convinzione sulle conseguenze nel nostro modo di vivere, di costruire e di muoversi è necessaria una seria rivoluzione culturale, professionale e tecnologica.

La sensibilità dell’opinione pubblica verso uno stile di vita sostenibile aumenta di pari passo con il dilagare dell’inquinamento ambientale. Cresce l’attenzione da parte di un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo verso scelte di “matrice ecologica” e si diffonde sempre di più il “green way of life”.

Secondo la definizione tradizionale, lo sviluppo sostenibile è "uno sviluppo che risponde alle esigenze del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie" (World Commission on Environment and Development - Rapporto Brundtland 1987).

In altri termini, la crescita odierna non deve mettere in pericolo le possibilità di crescita delle generazioni future.

 

Lo sviluppo sostenibile del settore turistico

Il concetto di sviluppo sostenibile riguarda pertanto tre diverse dimensioni: la dimensione economica, quella sociale e quella più propriamente ambientale. Ognuna di queste dimensioni è correlata a tre problematiche differenti:

-          l’esaurimento progressivo delle risorse non rinnovabili;

-          lo sfruttamento delle risorse naturali rinnovabili e dell’ambiente;

-          il tema dell’equità tra persone e territori.

Il perseguimento di uno sviluppo sostenibile richiede un processo politico che si impegni a ridurre l’uso di risorse non rinnovabili, a salvaguardare l’ambiente e a perseguire l’equità globale e l’uguaglianza nell’uso e nell’accesso a tali risorse.

In questo ambito il turismo va considerato quale uno tra i tanti fattori che contribuiscono a determinare impatti economici, sociali ed ambientali a livello globale  e locale.

Facendo riferimento alle indagini svolte nel 2000 dal CIRM e dall’ISTAT, riportate nello studio ANPA “Studio Nazionale per l’Applicazione del Marchio Europeo di Qualità Ambientale nel Settore del Turismo”, si può notare come i turisti apprezzino gli interventi per la protezione dell’ambiente promossi da strutture ricettive; come aumenti il loro gradimento verso una migliore qualità ambientale, come siano apprezzati i sistemi di certificazione che attestino la qualità ambientale. Tra i fattori di scelta della struttura ricettiva, emerge che gli aspetti ambientali (vicinanza a zone di interesse ambientale e gestione del servizio che rispetti l’ambiente) siano comparabili a quelli tradizionali (prezzo, varietà del servizio, vicinanza alla zona di interesse).

Per i Comuni e per le imprese insediate nelle località turistiche appare determinante intraprendere il percorso della certificazione ambientale. La diffusione di questi sistemi, migliora sensibilmente l'ambiente globale delle località, a vantaggio di tutti: imprenditori e lavoratori del settore, residenti e turisti.

Il principio di turismo sostenibile è stato definito nel 1988 dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT): “Le attività turistiche sono sostenibili quando si sviluppano in modo tale da mantenersi vitali in un’area turistica per un tempo illimitato, non alterano l’ambiente (naturale, sociale ed artistico) e non ostacolano o inibiscono lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche”.

Il turismo sostenibile, pertanto, deve avere le seguenti caratteristiche:

DUREVOLE: non si basa sulla crescita a breve termine della domanda ma sugli effetti a medio-lungo termine del modello turistico adottato, cercando di mettere in armonia la crescita economica e la conservazione dell’ambiente e dell’identità locale, che costituiscono il principio attivo dello sviluppo turistico nel tempo.

DIMENSIONATO E RISPETTOSO DELL’AMBIENTE: dimensionato nel tempo, per ridurre gli effetti legati alla stagionalità, e nello spazio, individuando la capacità d’accoglienza del territorio e limitando l’affluenza dei turisti in funzione delle caratteristiche fisiche dei luoghi.

INTEGRATO E DIVERSIFICATO: l’offerta turistica deve essere il risultato naturale delle risorse locali: il patrimonio architettonico, le feste tradizionali, la gastronomia, i rapporti con l’ambiente. Il turismo non può essere un elemento estraneo all’identità del luogo ma un elemento integrato alla ricchezza culturale ed economica dello stesso. In questo senso la “monocultura turistica” deve essere sostituita con dei modelli diversificati in cui il turismo occupi una parte importante della struttura economica che interagisce con tutti gli altri comparti.

PIANIFICATO: implica un’analisi attenta delle condizioni presenti e delle prospettive future, unite alla presa in considerazione al momento della decisione delle diverse variabili che intervengono nel processo turistico.

ECONOMICAMENTE VITALE: si propone quale modello alternativo che non rinuncia alla vitalità economica e alla ricerca del benessere della comunità locale. Non si pone come priorità la crescita rapida dei redditi turistici, ma la natura e la vitalità nel tempo degli investimenti.

PARTECIPATO: in quanto tutti i soggetti devono essere coinvolti nei processi decisionali riguardanti lo sviluppo del territorio e collaborare alla realizzazione.

 

La tutela dell'ambiente: dagli obblighi di legge all'adesione volontaria

La crescita della sensibilità dell’opinione pubblica e degli operatori verso lo sviluppo sostenibile ha richiesto un intervento legislativo che ha di recente modificato l’approccio verso questa materia. Si è assistito, di recente, all’introduzione di norme di protezione ambientale nelle quali viene data particolare rilevanza al concetto di prevenzione, autocontrollo e alla gestione diretta da parte dei soggetti responsabili delle attività produttive.

Questa nuova impostazione è guidata dalle politiche dell’Unione Europea, che tende a premiare le imprese più sensibili e moderne che vogliono andare oltre gli obblighi della prescrizione di legge applicando le norme internazionali che specificano i requisiti per la corretta gestione ambientale.

Il cambiamento in atto è testimoniato soprattutto dal crescente successo riscosso dagli schemi di certificazione della gestione ambientale ad adesione volontaria (EMAS, ISO 14000), che permettono alle aziende di attestare la validità del proprio sistema di gestione ambientale interno mediante la verifica della rispondenza a determinati requisiti definiti a livello internazionale da parte di organismi esterni accreditati.

Tra gli strumenti volontari per lo sviluppo sostenibile esiste inoltre il marchio europeo Ecolabel, che indica l'ecologicità di prodotti di largo consumo.

Alla riconosciuta necessità di adeguare le politiche di sviluppo ai principi di sostenibilità ed ecologicità l’Unione Europea ha infatti risposto introducendo una serie di strumenti innovativi, alcuni legalmente vincolanti ed altri ad adesione volontaria, capaci di fornire significativi risultati sul piano del controllo e del miglioramento degli impatti ambientali legati alle attività antropiche, con particolare attenzione a  quelle di tipo industriale. Tra gli strumenti a carattere volontario i più rilevanti sono il regolamento EMAS (acronimo di Eco Management and Audit Scheme), che detta i principi per una corretta gestione ambientale dei processi aziendali, e il marchio Ecolabel, che si focalizza invece sui prodotti di largo consumo specificandone i criteri di ecologicità.

L’innovatività di questi sistemi risiede nei principi da cui traggono ispirazione, ovvero la trasversalità e la condivisione di responsabilità nella gestione delle problematiche ambientali, il controllo integrato delle attività generanti impatti e l’utilizzo di meccanismi di mercato che ricercano nell’eccellenza ambientale una fonte di vantaggio competitivo.

Adottare un Sistema di Gestione Ambientale (SGA), iniziativa di carattere assolutamente volontario, significa individuare e definire i principali aspetti ambientali dell'attività, tenerli sotto controllo, ottimizzare le strutture organizzative e coordinare tutte le azioni ad impatto ambientale. A prescindere dall'ottica del puro rispetto dell'ambiente e dell'immagine aziendale, la scelta di gestire con sistematicità le variabili ambientali può comportare tutta una serie di benefici di tipo economico, organizzativo ed amministrativo (da valutarsi caso per caso), con ancora maggiori prospettive per il futuro dato l'impegno delle istituzioni a sostegno dell'iniziativa.

 

Il marchio ECOLABEL per le strutture turistiche

L’Ecolabel è il marchio europeo ufficiale di qualità ecologica. Nato nel 1992 e attualmente disciplinato dal Regolamento CE n° 66/2010. 

L’Ecolabel rappresenta il tentativo dell’Unione Europea di porre un freno al proliferare incontrollato di etichette ecologiche nazionali, regionali o di comparto, causa molto spesso più di confusione che di altro, e di identificare con un unico simbolo, il fiore, i prodotti d’uso comune fabbricati nel rispetto di precisi criteri ambientali concordati tra tutti i paesi membri dell’Unione.

L’adesione al Regolamento CE n° 66/2010 è assolutamente volontaria ed è riservata a gruppi di prodotti (beni o servizi destinati a scopi analoghi ed equivalenti nell’uso e nella percezione da parte dei consumatori) stabiliti di volta in volta dalla Commissione Europea.

Per essere incluso nel sistema un gruppo deve soddisfare le seguenti condizioni deve:

1. includere beni di largo consumo (ovvero deve rappresentare un volume di vendite o scambi significativo a livello di mercato);

2. comportare, almeno in una fase del ciclo di vita, impatti ambientali significativi;

3. presentare un significativo potenziale di miglioramento, dal punto di vista ambientale, rispetto ad altri prodotti simili; deve esserci, cioè, confrontabilità.

Dal 2003 l’applicabilità dell’Ecolabel è stata estesa ai servizi di ricettività turistica e dal 2005 anche ai servizi di campeggio. Il 14 aprile 2003, con la Decisione 2003/287/CE, la Commissione Europea ha ufficialmente esteso l’applicabilità dell’Ecolabel, il marchio comunitario di qualità ecologica, ai servizi di ricettività turistica. Alla base dell’iniziativa c’era l’intento di incoraggiare le strutture nonché gli stessi turisti al rispetto dell’ambiente ed al risparmio di risorse naturali. A distanza di due anni, con la Decisione 2005/338/CE del 14 aprile 2005, tra le strutture turistiche che possono accedere all’Ecolabel sono stati inseriti anche i campeggi che offrono piazzole attrezzate, categoria precedentemente esclusa.

Il rilascio del marchio Ecolabel per il settore turistico è attualmente disciplinato dalla Decisione 2009/578/CE (servizio di ricettività turistica) e dalla Decisione 2009/564/CE (servizio di campeggio).

La visibilità e la credibilità del marchio, fondato sul rispetto scrupoloso di una serie di criteri, consentono alle strutture che lo ricevono di distinguersi, a livello europeo, per l’impegno al miglioramento della qualità ambientale e forniscono agli utenti garanzie sicure circa l’efficienza delle misure di protezione adottate.

Le strutture turistiche che si fregiano del marchio ecologico europeo si distinguono per l’impegno verso la salvaguardia dell’ambiente e, di riflesso, della salute umana. La presenza del marchio Ecolabel fornisce al turista garanzie circa:

•          il contenimento dell’inquinamento atmosferico, idrico e del suolo grazie soprattutto all’utilizzo di prodotti più rispettosi dell’ambiente;

•          la corretta gestione e differenziazione dei rifiuti;

•          la riduzione degli sprechi energetici e di risorse;

•          la salvaguardia della biodiversità nelle aree poste sotto il controllo diretto della struttura ricettiva;

•          un’alimentazione sana e corretta, che attinge in parte alle produzioni biologiche regionali.

Oltre a garantire benessere ed eco-qualità ai turisti, l’Ecolabel apporta tutta una serie di benefici alla struttura ricettiva che lo applica, in particolare:

1. vantaggi di costo legati all'eco-efficienza. L’adozione di misure di carattere ambientale richiede tempi e sforzi, a volte anche notevoli, ma contribuisce ad evidenziare quelli che sono, sotto il profilo ecologico ed economico, veri e propri punti di debolezza di una struttura turistica o di un’organizzazione; inoltre promuove lo sviluppo dell’innovazione. La riduzione del consumo di risorse naturali (combustibili fossili, energia, acqua), consente a fronte  di un investimento iniziale, una riduzione considerevole dei costi nel medio-lungo periodo;

2. pubblicità derivante dall’alta visibilità del marchio. La visibilità dell’etichetta ecologica europea rappresenta, per le strutture che riescono ad ottenerla, una forma ulteriore di pubblicità e un fattore di scelta assolutamente discriminante, soprattutto da parte dei turisti più sensibili al rispetto ed alla salvaguardia dell’ambiente. Il marchio comunica al cliente che il prezzo pagato non tiene conto esclusivamente delle esigenze economiche, ma contribuisce a salvaguardare l’ambiente.

 

 

Per saperne di più:
Turismo Ogliastra e sviluppo sostenibile del territorio. Mappa delle opportunità imprenditoriali nel settore del turismo ambientale sostenibile.
Talent Consulenza e Isfop (2011).

 

di Roberta Desogus
Promozione e Indagini Sociali [online] n.10 - Aprile 2015
ISSN: 2281-6720

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