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Lo spreco alimentare in tempo di crisi

Gli esempi di Responsabilità Sociale d’Impresa sono numerosi anche in Italia. La fondazioni e i think thank fondati da imprese allo scopo di promuovere azioni in ambito sociale sono sempre più numerose. Tra le varie iniziative, quella della Barilla con il suo centro di ricerca, il Barilla Center for Food and Nutrition, è quella che ha riscosso il maggior interesse in chi scrive perché, in pochissimo tempo, questa istituzione è diventata un punto di riferimento per chi vuole trovare dati ed informazioni sui temi legati alla sostenibilità della produzione alimentare. Un esempio di questo è la pubblicazione “Lo spreco alimentare: cause, impatti e proposte”.

Lo spreco alimentare è una tematica non nuova, ma che oggi, in un periodo di crisi assume un rilievo nuovo. Gli sprechi alimentari si generano lungo tutta la filiera del prodotto e ammontano, in Italia, a 146 kg a persona. Nel complesso, circa un terzo della produzione annua mondiale di cibo finisce nella spazzatura. Gettare cibo, significa gettare risorse, oltre che denaro: in Italia circa 73 milioni di metri cubi d’acqua vengono gettati assieme alla frutta e agli ortaggi gettati via nei punti vendita. Il 46% dello spreco alimentare in Europa avviene nell’uso domestico: l’Italia si pone in una posizione centrale tra i 44 kg a testa dei Greci ed i 579 dell’Olanda. La crisi economica ha determinato una riduzione dello spreco del 12%, tuttavia elevati sono i quantitativi di cibo che vengono acquistati e mai consumati: il 43% di latticini, uova e carne; il 22% del pane; il 19% della frutta e verdura; il 4% della pasta e il 3% dei dolci.

Una marea di cibo che ha potenzialmente una seconda vita, come mostrano gli esempi di iniziative sviluppate in tutta Europa che tentano di coniugare riduzione degli sprechi e aiuto al consumo con sconti elevati sui prodotti prossimi alla scadenza. La pubblicazione offre un’approfondita rassegna di questi esempi ed una descrizione delle esperienze più strutturate.

Tra queste, alcune sono nate in Italia.

La Fondazione Banco Alimentare – creata nel 1989 da Don Giussani (CL) e Danilo Fossati (STAR) - provvede alla raccolta delle eccedenze di produzione agricola e alimentare, della grande distribuzione e della ristorazione organizzata e alla ridistribuzione a enti che si occupano di assistenza e aiuto a persone bisognose; ogni anno viene organizzata, in collaborazione con diversi marchi della grande distribuzione, la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare.

Dal 2003, il Gruppo Coop - attraverso le iniziative “Buon Fine” e “Brutti ma buoni” - recupera i prodotti alimentari invenduti (a causa di difetti nella confezione o perché vicini alla scadenza) donandoli ad associazioni e organizzazioni no-profit che si occupano di persone indigenti.

Dal 2007, al recupero di generi alimentari e non si è affiancato il recupero di prodotti freschi e freschissimi (prossimi alla scadenza, ma ancora validi) da destinare alle mense per persone bisognose.

È del 1998 è l’iniziativa dell’Università di Bologna per il recupero di beni invenduti: nel 2003, l’iniziativa si è trasformata in una società spin off dell’Università di Bologna chiamata Last Minute Market che promuove progetti volti al recupero dei beni invenduti (o non commercializzabili) a favore di enti caritativi.

Last Minute Market ha dato vita ad oltre 40 progetti attivati in Comuni, Province e Regioni italiane. La società non gestisce direttamente i prodotti invenduti ma favorisce l’incontro diretto tra la domanda e l’offerta, occupandosi della messa in sicurezza di tutte le fasi del sistema.

Accanto a queste iniziative, esistono diverse azioni che possiamo fare noi come cittadini per ridurre gli sprechi: imparare a comprare il quantitativo corretto di cibo, evitando di farlo scadere in frigo e nelle dispense; controllare il prodotto prima di buttarlo, verificando che possa essere ancora commestibile: molti prodotti, se correttamente conservati, sono commestibili anche successivamente alla scadenza; non cucinate quantitativi in eccesso se siete consapevoli che non mangerete gli avanzi e imparate a cucinare con gli avanzi! 

 

di Vania Statzu
ISSN: 2281-6720
Promozione e Indagini Sociali [online] n.03/2013

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