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Quartu Sant’Elena. Profilo socio-demografico e interventi per lo sviluppo economico di un grande Comune

Il Comune di Quartu Sant’Elena, conta una popolazione complessiva di 71.779 persone, e rappresenta la terza città della Sardegna per dimensione demografica, che si estende su una superficie di 96,3 kmq (Densità abitativa 745,58).

Profilo socio-demografico
L’età media dei residenti è 41 anni, più giovane rispetto al resto dell’Isola (43) con un indice di vecchiaia del 110,5% rispetto al 158,6% regionale. Quasi il 24% della popolazione residente, ha un’età compresa fra i 15 e i 34 anni: 17.164 abitanti di cui il 48,84% donne. L’indice di dipendenza giovanile si dimostra tuttavia in linea con la media regionale (18,2%) e l’indice della popolazione in età attiva raggiunge il 72,3%, con un ricambio del 128% (dati Istat).

Il reddito medio percepito dai residenti (2010) è pari a 10.288€, lievemente più elevato rispetto alla media dell’Isola (9.484€) nonostante un tasso di disoccupazione complessivo pari al 22,3%.

In base ai dati della Camera di Commercio di Cagliari le imprese attive nel Comune (2009) sono 4.820 in totale, concentrate prevalentemente nel comparto commerciale (39,3%) e edile (19,3%). Il settore delle attività strettamente manifatturiere e artigiane registra un’incidenza del 28,3% del totale, e riguarda principalmente piccole e micro-imprese. Rispetto al 2008 è possibile rilevare una contrazione del tessuto imprenditoriale locale con un saldo negativo di -91 imprese attive in totale, che si inserisce all’interno di trend lungo periodo positivo, con un tasso di crescita medio fra il 2000 e il 2009 del +3% (pari a 929 nuove aziende).

Interventi per lo sviluppo
Nel corso dell’ultimo decennio nel Comune sono state attivate con successo diverse iniziative a sostegno dell’imprenditorialità, fra cui quattro bandi De Minimis portati a conclusione nel corso del biennio 2010-2011. Dal monitoraggio Censloc (2012) dei progetti d’impresa realizzati grazie all’erogazione dei suddetti contributi nel periodo 2000-2006 (490 domande pervenute di cui il 31,4% sono state finanziate), emerge tuttavia una generale difficoltà di raggiungere e coinvolgere la popolazione giovanile e di sesso femminile, che rappresentano i segmenti sociali più bisognosi di interventi a sostegno del reddito e dell’occupazione. Meno del 15% dei beneficiari, infatti, ha un’età compresa fra i 18 e i 25 anni, e solo il 5% di essi è un’aspirante imprenditrice donna. Anche fra i richiedenti che non hanno avuto accesso ai contributi, la percentuale di giovani è piuttosto bassa, intorno al 10% per la fascia d’età 18-25 e meno del 30% per la fascia 25-35 anni, con una quota complessiva di donne del 30,4%. Un elemento degno di nota, tuttavia, è che nel 62% dei casi rilevati, anche in caso di mancata concessione del finanziamento i richiedenti hanno deciso di avviare comunque l’attività imprenditoriale oggetto della domanda.

In generale, l’impatto della politica De Minimis nel Comune ha prodotto un significativo aumento dell’occupazione, sia in forma di autoimpiego che di lavoro dipendente, per un totale di 493 unità lavorative effettivamente create a fronte delle 586 programmate.

Nonostante l’esito positivo degli interventi e la generale soddisfazione dei destinatari per i servizi di assistenza erogati dal Comune, nell’83% dei casi i partecipanti al bando hanno avuto necessità di rivolgersi ad altri servizi esterni rispetto a quelli offerti dall’amministrazione comunale. Si tratta, nella maggioranza dei casi di consulenti esterni intervenuti nella fase di redazione del business plan e del piano di fattibilità del progetto (47,3%) e per la fornitura di servizi complementari di assistenza e informazioni sul bando, predisposizione della documentazione e della domanda di finanziamento (34,2%), mediazione e rapporti con i servizi comunali (18,5%). Alcune fra le criticità rilevate durante il monitoraggio ex-post degli interventi, inoltre, fanno riferimento proprio alla necessità si assistenza per realizzazione del progetto imprenditoriale (9,7%) e di un servizio di affiancamento agi imprenditori nella fase di start-up (8,1%).

In alcuni casi, infine, sia assiste addirittura alla rinuncia al contributo (7,8%) e all’abbandono del progetto d’impresa (21,7%), prima dell’avvio degli investimenti. Le principali cause di decadenza edotte da un campione di rinunciatari intervistati, sono difficoltà riscontrate nel mercato di riferimento, cessazione anticipata o mancato esercizio dell’attività, dovute oltre che a motivi di natura economica e finanziaria, anche a problemi di gestione burocratica e amministrativa, rapporto con la concorrenza e la clientela e scarsa conoscenza del mercato.

I dati di contesto e il monitoraggio delle politiche di sviluppo attivate nel Comune evidenziano, dunque, specifiche problematiche che possono essere considerate come bisogni non soddisfatti a pieno dal programma di sviluppo locale.

A fronte di un’ampia fascia di giovani, disoccupati e inoccupati, e di una buona offerta di iniziative a favore dell’imprenditorialità, emergono infatti sensibili difficoltà nell’accesso ai finanziamenti pubblici e nella gestione degli adempimenti necessari per l’avvio di un’attività imprenditoriale, dovuti alla mancanza di un’efficace azione di promozione e comunicazione delle opportunità presenti nel territorio e da un orientamento culturale che raramente considera l’autoimpiego come un possibile sbocco occupazionale.

Ciò che manca, insomma, è l’anello di congiunzione fra i cittadini e le possibilità di sviluppo imprenditoriale offerte dalle agevolazioni pubbliche e dal mercato locale, in grado di informare e motivare i soggetti più bisognosi, e offrire un servizio di affiancamento continuo a favore delle imprese nella fase di avvio, crescita e sviluppo dell’attività.

Uno dei settori su cui puntare è sicuramente il turismo. Le risorse naturalistiche e ambientali del territorio, infatti, sono ancora poco valorizzate sia dal punto di vista della promozione, sia per quanto riguarda la quantità-qualità dei servizi offerti e lo sviluppo di tutto l’indotto del settore turistico.

 

di Sara Frau
ISSN: 2281-6720
Promozione e Indagini Sociali [online] n.04/2013

 

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