La Nostra Rivista 

 

Rivista Proeis numero 1

 

 

Scaricala Gratuitamente!

L’Osservatorio sul Mercato del Lavoro della Provincia di Oristano: ricerche e risultati innovativi

L’Osservatorio sul Mercato del Lavoro della Provincia di Oristano è un centro di ricerca che nasce all’interno del Settore Lavoro e Formazione Professionale della Provincia di Oristano, con l’obiettivo di sviluppare attività di ricerca e monitoraggio sui principali fenomeni legati al mercato del lavoro, quale strumento di supporto nell’organizzazione, pianificazione e valutazione delle politiche attive in materia di lavoro.

Gli strumenti utilizzati per tale attività sono di tipo quanti-qualitativo: analisi su dati di fonte propria o di altra fonte ufficiale e indagini ad hoc volte ad approfondire i diversi aspetti del mercato del lavoro locale. Collaborano con l’Osservatorio, oltre al personale interno della Provincia, consulenti e collaboratori esterni esperti in analisi territoriali sul mercato del lavoro a livello locale.

Nel 2013 l’Osservatorio ha avviato tutta una serie di attività di ricerca e studio su fenomeni cruciali come l’inserimento occupazionale dei giovani, delle donne, e dei soggetti svantaggiati (disabili e gli immigrati) raccogliendo i risultati sono all’interno dei Quaderni di Ricerca dell’Osservatorio, una collana editoriale che conta attualmente cinque volumi: tre già pubblicati nel corso dell’anno, sui temi del lavoro precario, dei tirocini formativi e delle pari opportunità nel lavoro, e due di prossima uscita sull’inserimento mirato dei disabili e sul lavoro degli stranieri residenti in Provincia di Oristano.

Quaderni di Ricerca e Open Data
Tutti i risultati delle attività di ricerca dell’Osservatorio vengono inoltre pubblicati in formato Open Data sul sito istituzionale della Provincia (www.provincia.or.it/CanaliTematici/Lavoro/Osservatorio/Opendata) e per la prima volta anche sul portale nazionale dei dati aperti della Pubblica Amministrazione (www.dati.gov.it).
Si tratta infatti della prima Provincia in Sardegna ad aprire un “canale Open Data” e a sviluppare progetti di ricerca ad hoc su fenomeni specifici e strettamente legati al territorio.

Attraverso una serie di indagini campionarie, svolte in modalità CAWI online, infatti, l’Osservatorio ha raccolto dati inediti sulle esperienze, le opinioni e le aspettative dei residenti, sul precariato e i tirocini formativi. Una ricerca approfondita, che ha messo in luce elementi di analisi e spunti di riflessione interessanti su queste nuove forme di inserimento lavorativo, sulle quali non esistono dati ufficiali uniformi e affidabili.

Ciò che emerge, in estrema sintesi, dimostra come mentre i tirocini formativi costituiscono e sono percepiti come strumenti effettivamente utili per l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, i contratti di lavoro temporanei si prefigurano esclusivamente come un’occupazione temporanea o discontinua, che nella maggior parte si trasforma in uno status occupazionale di lungo periodo: l’88% dei cittadini intervistati ha dichiarato di svolgere lavori precari da più di un anno. Una condizione di instabilità occupazionale, particolarmente diffusa fra le donne, che si accompagna ad una maggior debolezza contrattuale e che si traduce in sentimenti di disagio e insoddisfazione personale.
Mentre coloro che hanno svolto uno o più periodi di tirocinio, anche senza rimborso spese, si dimostrano in generale abbastanza soddisfatti della propria esperienza, la percezione del lavoro precario assume una connotazione assai negativa, sia nel pubblico che nel privato.
Difficilmente, infatti, i contratti di lavoro precario, quali ad esempio le collaborazioni occasionali, co.co.co/co.co.pro., voucher ecc.., sono utilizzati dai datori di lavoro come periodi di prova in vista di un inserimento stabile del lavoratore, ma costituiscono più spesso una strategia alternativa per far fronte alle difficoltà economiche senza dover rinunciare alle risorse umane necessarie. D’altra parte tutti quei lavoratori che trovano nel precariato l’unica alternativa alla disoccupazione, sono spesso costretti ad accettare anche condizioni di lavoro differenti rispetto a quanto previsto dal contratto, in termini di mansione, orari e luogo di lavoro, circostanza che si verifica nel 30,7% dei casi rilevati.
La testimonianza dei cittadini, dunque, dipinge un quadro problematico sul lavoro precario, che si configura come uno strumento poco utile per i lavoratori e mal adoperato dalle aziende, tanto che il 45% dei cittadini intervistati lo considera come un elemento negativo che crea instabilità occupazionale senza offrire concrete opportunità di inserimento né garanzie di maggior flessibilità del lavoro. Il livello di soddisfazione media sulle esperienze di precariato, infatti, oscilla intorno a 1,6 su una scala di valori compresi fra 1 e 5, contro il 3,6 riportato in merito alle esperienze di tirocinio formativo.
Una condizione di insoddisfazione particolarmente accentuata per le donne, che più spesso vengono inserite con queste forme contrattuali ed hanno più difficoltà ad inserirsi in modo stabile nel sistema occupazionale locale.

Il complicato rapporto donna-lavoro è infatti il tema del Quaderno di Ricerca n.3 pubblicato ufficialmente ai primi di ottobre, che analizza la condizione femminile nelle aziende e l’imprenditorialità delle donne residenti in provincia di Oristano, analizzando in un ottica di genere i dati del sistema informativo SIL Sardegna e della Camera di Commercio di Oristano relativi al periodo 2009-2012. Fra i numerosi risultati ottenuti, il più significativo è sicuramente quello relativo all’analisi settoriale, che evidenza come la segregazione occupazionale delle donne sia il fenomeno che maggiormente incide sull’inclusione femminile nel lavoro, sia dal punto di vista del lavoro dipendente che dell’autoimpiego. Il focus offre, inoltre, spunti di confronto interessati fra la provincia e il resto dell’Isola dove è verosimile aspettarsi risultati molto simili e suscettibili di diverse interpretazioni.

Altrettanto interessanti, si prefigurano anche i risultati delle prossime ricerche in programma per i prossimi mesi, che si propongono di far luce sulle condizioni occupazionali dei segmenti deboli della popolazione attiva, per i quali è doveroso programmare strategie di inserimento e strumenti di tutela efficaci.

 

Per saperne di più: http://www.provincia.or.it/CanaliTematici/Lavoro/Osservatorio/

 

di Sara Frau
ISSN: 2281-6720
Promozione e Indagini Sociali [online] n.04/2013

-->