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Gli stakeholder urbani: individuazione e coinvolgimento nei processi di pianificazione

Nei processi di pianificazione urbana, gli stakeholder non possono più essere intesi come portatori di interessi e istanze o bisogni. È necessario piuttosto che siano considerati risorse fondamentali e inclusi come parte attiva nei processi di policy making, quindi come partner e promotori di iniziative coordinate. Una pianificazione efficace e sostenibile richiede un effettivo coinvolgimento degli stakeholder, a partire dalle fasi di individuazione delle necessità, generazione di idee e disegno degli interventi. La pianificazione partecipativa è il primo passo verso la definizione di un programma comune per lo sviluppo di una comunità locale. A partire da questa fase iniziale, le parti interessate avviano un processo di pianificazione dello sviluppo autosufficiente a livello locale.

Possiamo considerare come principali stakeholder per la pianificazione dello spazio urbano:

 - Utenti/ cittadini/ contribuenti

- Residenti interessati/ turisti

- Imprese

- Dipendenti/ lavoratori

- Organizzazioni interessate/ gruppi di interesse

- Mondo accademico e istituti di ricerca

- Pubblica Amministrazione

Scrutando tra le fila degli stakeholder, possiamo innanzitutto distinguere tra “reclamanti” e “influenzatori”, ovvero chi da una parte rivendica interessi e/o bisogni e dall’altra chi esercita un certo potere ed è capace di produrre effetti sul processo di pianificazione. Sono poi da includere sia i soggetti interessati dagli effetti prodotti dagli interventi che i soggetti che incidono sugli effetti stessi. Altri soggetti da considerare sono quelli interessati, a vario titolo, a partecipare al processo di pianificazione o ad un progetto o a una determinata attività.

Il passo previo alla selezione e al coinvolgimento degli stakeholder nel processi di pianificazione è la loro individuazione e mappatura a seconda delle diverse categorie. Si può procedere a un’identificazione per ambito a livello orizzontale, oppure si può condurre un’ identificazione e mappatura in base a ruolo e posizionamento rispetto alle finalità progettuali (importanza, impatto e capacità di condizionamento dei diversi attori). In generale, considerando il livello di interesse nel progetto e la capacità di influenzarlo (potere), possiamo distinguere tra quattro categorie di stakeholder:

 - con alto livello di interesse e poco potere;

- con alto livello di interesse e molto potere;

- con basso livello di interesse e molto potere;

- con basso livello di interesse e poco potere.

 I metodi di coinvolgimento degli stakeholder sono vari, a seconda della fase del processo di pianificazione in cui vengono adottati.

Possiamo distinguere tra:

- Ascolto e comunicazione: finalizzato alla definizione e comprensione delle problematiche da parte degli attori interessati, allo stesso tempo ha come fine la diffuzione e il potenziamento del processo partecipativo.

- Generazione di idee: si cercano di individuare le soluzioni per determinati problemi.

- Definizione di una visione condivisa: si costruiscono scenari che concorrono poi alla definizione della città futura.

- Co-progettazione: si definizcono linee e attività del progetto.

- Presa di decisioni: processo deliberativo il cui fine è attutire eventuali divergenze.

- Monitoraggio e valutazione: beneficiari e interessati stessi valutano periodicamente l’esecuzione ed i risultati del progetto.

La partecipazione degli stokeholder è quindi da estendere sia alla parte del disegno che a quella della valutazione del progetto.

Il capitale sociale può essere potenziato attraverso processi decisionali collaborativi, che contribuiscono a generare e diffondere fiducia e conoscenza. Ciò è direttamente proporzionale al grado di inclusività del processo. Alla base di un approccio inclusivo sta la questione dell’equità nella distribuzione dei benefici e svantaggi di tipo economico, sociale o ambientale, tra i diversi gruppi della società, correlata appunto alla possibilità che questi hanno di influenzare le decisioni che li creano.

Si può affermare, in conclusione, che un processo decisionale inclusivo è utile, oltre che per risolvere eventuali conflitti, mettere a confronto differenti punti di vista e valorizzare il capitale umano, anche come esercizio di democrazia e responsabilizzazione delle parti in causa. Occorre dunque garantire la partecipazione ad un’ampia gamma di parti interessate, compresi i soggetti cosiddetti “non addetti ai lavori” ma comunque interessati dagli interventi.

 

 

Per saperne di più:

AA.VV. (2013), Vademecum per la città intelligente, ANCI – Osservatorio Nazionale Smart City, www.osservatoriosmartcity.it.

Kaler, J. (2002), “Morality and strategy in stakeholder identification”, Journal of Business Ethics, 39, 91- 99.

Mathur V.N., Price A.D.F., Austin S., Moobela C. (2007), “Defining, identifying and mapping stakeholders in the assessment of urban sustainability”, International Conference on Whole Life Urban Sustainability and its Assessment, Glasgow.

Oltheten. Theo M.P. (1999), “Participatory Approaches to planning for Community Forestry.  A synthesis report”. Forests, Trees and People Programme, Forestry Department Working Paper No. 2.

 

di Riccardo Piras
ISSN: 2281-6720
Promozione e Indagini Sociali [online] n.05 - Gennaio 2014

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