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Gioco d’azzardo e rischio giovanile: un confronto tra Sardegna e resto d’Italia

Sembra che il gioco d’azzardo in Italia sia un settore fortemente in crescita. Su internet girano molte cifre, alcune riconducibili a fonti ben identificate, altre di dubbia provenienza. Una banca dati che riporta cifre sul gioco d’azzardo in Italia, piuttosto fornita e soprattutto ufficiale, è quella dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS). Seppure in un formato (il PDF) estremamente inadeguato, l’AAMS rilascia i dati sulla raccolta dei giochi, i quali attualmente coprono l’arco temporale che va da gennaio 2009 a ottobre 2012. I valori disponibili riguardano diverse categorie di giochi: apparecchi (videolottery e slot machine), bingo, ippica, scommesse sportive, lotterie, giochi numerici a totalizzatore (es. superenalotto) e giochi di abilità a distanza [1].

 

Il fenomeno

Il grafico riportato in figura 1 mostra, per ogni mese, la raccolta giornaliera media dichiarata dall’AAMS espressa in milioni di euro. Complessivamente, si è passati da 145,9 milioni giornalieri all’inizio del 2009 a 228,7 milioni all’inizio del 2012: in tre anni, il valore medio giornaliero è aumentato di oltre il 50%. Nel 2012 si osserva però un calo, anche abbastanza brusco, e la cifra scende ad agosto a 164,2 milioni giornalieri (quasi il 30% in meno rispetto a gennaio), ma sembra che da settembre l’andamento sia nuovamente in risalita.

 

Figura 1. Serie temporale della raccolta media giornaliera dal gioco d’azzardo.

 

 

Isolando la raccolta da “macchinette” (slot machine e videolottery) rispetto a tutti gli altri tipi di gioco [2] (figura 2), ci si rende subito conto che è proprio questo il settore veramente in crescita, mentre l’introito per gli altri tipi di gioco appare grosso modo costante sino all’estate del 2011, dove avviene una curiosa impennata e di seguito un brusco calo con un’apparente lenta decrescita.

Dal 2009 al 2012 la raccolta derivante dalle macchinette è invece più che raddoppiata, passando da 64,7 a 150,6 milioni di euro giornalieri, anche se nel corso del 2012 ha poi iniziato a calare (105,7 milioni ad agosto) per poi riprendere a salire.

 

Figura 2. Serie temporale della raccolta media giornaliera proveniente da apparecchi slot machine e videolottery rispetto alla raccolta derivante da altri giochi.

 

 

Circa l’80% del ricavato dalle macchinette viene restituito sotto forma di vincita, ma c’è da dire che molto spesso i soldi delle vincite vengono reinvestiti negli apparecchi, rendendo quindi difficile stabilire quanto effettivamente resti in mano ai giocatori.

Sembra che uno dei fattori in grado di influenzare la spesa nel gioco d’azzardo sia proprio la disponibilità sul territorio di esercizi dedicati. Una recente inchiesta, pubblicata sull’edizione italiana della rivista Wired [3], ha messo in evidenza la stretta relazione che esiste tra la presenza sul territorio di luoghi dedicati al gioco d’azzardo e la spesa annua pro capite investita nel gioco: laddove aumenta l’offerta, ovvero il numero di esercizi dedicati al gioco d’azzardo, si gioca maggiormente. I soldi spesi nel gioco vanno ad arricchire lo Stato centrale (e non solo), ma lasciano a livello locale un costo economico e sociale di cui anche le più piccole amministrazioni devono, loro malgrado, farsi carico.

 

Gli adolescenti e il gioco

I più giovani, bambini e adolescenti, non sembrano purtroppo estranei al fenomeno. Telefono Azzurro ed Eurispes, nella loro Indagine conoscitiva 2012 [4], mettono in luce come solo l’83% dei bambini tra i 7 e gli 11 anni dichiari di non aver mai giocato online a soldi, percentuale che scende al 74% per il gioco a soldi non online. Desta preoccupazione soprattutto il fatto che i bambini che dichiarano di aver giocato con videopoker e slot machines sono circa il 7%. I luoghi in cui i bambini entrano più facilmente in contatto con il gioco sono Internet (41%) e la sala giochi (14%), preferenza che si mantiene anche da adolescenti. Difatti, circa il 40% degli adolescenti tra i 12 e i 18 anni gioca tramite Internet e il 18% in sala giochi.

Date queste premesse, non dovrebbe sorprendere un altro importante aspetto emerso dall’inchiesta Wired, ovvero che, per i giovani, la porta d’accesso verso il gioco d’azzardo non sembra essere rappresentata tanto dai locali specificatamente designati per questo scopo quanto piuttosto dalle sale giochi: spazi nati per i videogame, ma che spesso ospitano anche slot machine. Dall’analisi sembra emergere che all’aumentare del numero di sale giochi aumenti anche la prevalenza di studenti giocatori con condotte problematiche.

 

La situazione in Sardegna

Tutte le regioni che compongono il sud Italia sono quelle dove un’elevata concentrazione di sale giochi si associa a un’elevata prevalenza di problemi legati al gioco d’azzardo nei giovani studenti; la Sardegna non fa eccezione. Incrociando i dati AAMS riferiti all’anno solare 2012 [5] con i dati demografici ISTAT, ho cercato di ricostruire la situazione nell’Isola per quanto riguarda la diffusione delle sale giochi.

Alcune delle province sarde mettono a disposizione un numero di sale giochi pro capite decisamente superiore rispetto al resto d’Italia (figura 3). Se nel resto del Paese si trovano 2,1 sale giochi ogni mille adolescenti, nelle province di Olbia-Tempio e di Sassari se ne trovano rispettivamente 4,6 e 3,8. Le altre province sono invece o molto simili al resto d’Italia (Carbonia-Iglesias e Oristano) oppure presentano un valore inferiore.

 

Figura 3. Numero di sale giochi ogni mille adolescenti nelle otto province Sarde in confronto con il resto d’Italia.

 

Nel 22,8% dei comuni sardi è presente più di una sala giochi ogni mille adolescenti, dato inferiore al resto d’Italia dove i comuni che presentano più di una sala giochi ogni mille adolescenti sono il 31,5%. Rispetto al resto d’Italia, quindi, la concentrazione di esercizi in proporzione al numero di adolescenti è inferiore.

A partire dal rapporto tra numero di esercizi e numero di adolescenti nel resto d’Italia, ho ricostruito il numero di sale giochi per ogni comune sardo che ci si dovrebbe attendere se la diffusione degli esercizi fosse la stessa osservata nelle altre regioni. In tabella 1 sono elencati quei comuni dove il valore atteso eccede quello osservato; sono stati considerati solo quei comuni nei quali è presente (e attesa) più di una sala giochi.

Difatti, se l’obiettivo dell’analisi è quello di individuare potenziali aree di rischio per i giovani, nelle quali si osserva uno squilibrio fra entità dell’offerta e numero di giovani, bisogna comunque concedere la presenza di almeno un esercizio per comune, a prescindere dal valore pro capite che potrebbe risultare. È scontato infatti che meno di una sola sala giochi può essercene solo nessuna e le vie di mezzo non sono possibili.

Dalla tabella 1 si evince in particolare che il numero di sale giochi nei comuni di Arzachena, La Maddalena, Olbia, Tempio-Pausania, Oristano, Alghero e Sassari è almeno doppio rispetto a quello atteso.

 

Tabella 1. Comuni nei quali il numero “atteso” di sale giochi eccede quello osservato; per ogni comune è riportato anche il numero di adolescenti e il numero osservato di sale giochi ogni mille adolescenti.

Comune

Provincia

Numero di adolescenti

Numero atteso

Numero osservato

Numero ogni mille adolescenti

Cagliari

CA

8608

18

19

2,21

Monserrato

CA

1306

3

5

3,83

Carbonia

CI

1821

4

6

3,29

Iglesias

CI

1840

4

5

2,72

Guspini

VS

855

2

3

3,51

Macomer

NU

746

2

3

4,02

Nuoro

NU

2817

6

9

3,19

Tortolì

OG

802

2

3

3,74

Arzachena

OT

824

2

6

7,28

La Maddalena

OT

761

2

7

9,20

Olbia

OT

3786

8

17

4,49

Tempio Pausania

OT

993

2

6

6,04

Oristano

OR

2132

4

11

5,16

Alghero

SS

2618

5

11

4,20

Sassari

SS

8573

18

47

5,48

 

Nel valutare questi dati bisogna prestare molta attenzione al fatto che si sta parlando di attività che potrebbero avvicinare i giovani al gioco d’azzardo. Non si deve dimenticare il condizionale, perché i dati AAMS non consentono di distinguere con precisione le attività che effettivamente offrono gioco d’azzardo da quelle che non lo offrono e soprattutto qual è l’entità dell’offerta all’interno di ogni esercizio. Questo tipo di analisi può dare un’idea del fenomeno e aiutare a individuare potenziali aree di rischio, ma non può certo essere sufficiente per far scattare un allarme.

Nel corso del 2013 le problematiche legate al gioco d’azzardo hanno ricevuto notevole attenzione da parte dei media e le normative in materia di gioco sono in evoluzione, sia a livello di Stato centrale che, in alcuni casi, a livello regionale. Anche i dati sono in aggiornamento; l’analisi proposta è basata su dati del 2012; presto quelli relativi al 2013 saranno pronti e sarà interessante studiare l’evoluzione del fenomeno.

 

__________________________
NOTE

[1] Solo a partire da ottobre 2011 l’AAMS rilascia anche i dati sulla raccolta dei “giochi di carte organizzata in forma diversa dal torneo e giochi di sorte a quota fissa”. Per via della mancanza dei dati antecedenti a ottobre 2011, ho preferito non includere nell’analisi questo tipo di giochi.

[2] La serie in figura 1 comprende giochi anche molto diversi fra loro; ci sono giochi per i quali ci si potrebbe aspettare una forte componente stagionale, come le scommesse sportive, che, verosimilmente, dovrebbero subire un calo durante l’estate o durante le festività natalizie a causa della sospensione del campionato di calcio.

[3] Mastrolonardo R. e Cimarelli A.: L’invasione delle slot machines. Wired, 53, luglio 2013. L’articolo è accompagnato da dei contenuti extra sul sito web della rivista:

Data journalism: la mappa delle slot machine in Italia
http://daily.wired.it/news/2013/07/02/italia-slot-machine.html

Tutte le risposte sull'inchiesta di Wired Italia dedicata alle slot machine
http://daily.wired.it/news/2013/07/02/inchiesta-wired-italia-slot-machine-56738.html

[4] Nell’indagine, che ha coinvolto 23 scuole, sono stati intervistati 1100 bambini e 1523 adolescenti.
http://www.azzurro.it/sites/default/files/Materiali/InfoConsigli/Ricerche%20e%20indagini/SintesiIndagineConoscitivaInfanziaAdolescenza2012.pdf

[5] Attualmente, i dati non sono più disponibili sul sito dell’AAMS ma sono comunque reperibili al link:
http://www.slotinvaders.it/aams-database-completo-degli-esercizi-autorizzati-nel-2012

 

di Davide Massidda
Promozione e Indagini Sociali [online] n.05 - Gennaio 2014
ISSN: 2281-6720

 

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