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Rivista Proeis numero 1

 

 

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Le entrate pubbliche in Italia: confronto fra diversi livelli di governo

L’analisi qui esposta si inserisce nell’ambito dei continui dibattiti di finanza pubblica in materia di federalismo fiscale, ponendo in risalto come il cambiamento normativo abbia inciso sull’evoluzione dei flussi finanziari dello Stato Italiano. L’obiettivo di questo lavoro è fornire un’analisi dei flussi finanziari dello Stato, basata sulle entrate consolidate per diversi livelli di governo, categorie economiche, macro aree e Regioni, in un arco di tempo di 15 anni, dal 1996 al 2010. In funzione di questo obiettivo, sono stati utilizzati i dati presenti nella Banca dati dei Conti Pubblici Territoriali (CPT).

 

I Conti Pubblici Territoriali sono costruiti attraverso i flussi di entrata e di spesa di tutti gli enti che operano su ogni livello di governo, appartenenti all’aggregato della Pubblica Amministrazione e al Settore Pubblico Allargato. Il settore della Pubblica Amministrazione comprende le amministrazioni centrali, regionali e locali, mentre il Settore Pubblico Allargato (SPA) consiste in tutti gli enti che producono servizi di natura pubblica, che oltre ad avere un costo, hanno anche un ricavo, come l’energia, i trasporti, l’acqua e così via.
Il sistema CPT relativo al settore SPA è organizzato in modo tale da distinguere tra il totale di entrate in conto corrente e conto capitale per livelli di governo e tra le diverse categorie economiche delle entrate totali consolidate per ogni Regione. Rientrano nelle entrate in conto corrente le imposte e le tasse, i trasferimenti da altri enti pubblici e i proventi da servizi erogati dal comune. Mentre fanno parte delle entrate in conto capitale i finanziamenti statali per la realizzazione di opere pubbliche e i trasferimenti in conto capitale da parte di altri soggetti.

 

Le entrate in conto corrente si distinguono in:

  • Imposte dirette;
  • Imposte indirette;
  • Altri tributi propri;
  • Redditi da capitale;
  • Contributi sociali;
  • Vendita di beni e servizi;
  • Trasferimenti in conto corrente da U.E. e altre istituzioni;
  • Trasferimenti in conto corrente da famiglie e istituzioni sociali;
  • Traferimenti in conto corrente da imprese private;
  • Poste correttive e compensative delle spese;
  • Altri incassi correnti.

Le entrate in conto capitale sono rappresentate da:

  • Alienazione di beni patrimoniali;
  • Trasf. in conto capitale da U.E. e altre istituzioni estere;
  • Trasf. in conto capitale da famiglie e istituzioni sociali;
  • Trasf. in conto capitale da imprese private;
  • Riscossione di crediti;
  • Altri incassi di capitale.

Le aree geografiche oggetto dell’analisi sono relative alle regioni italiane articolate nelle classiche macro-aree del Centro Nord (Occidentale che comprende Piemonte - Valle D’Aosta – Lombardia – Liguria; Orientale che comprende Provincia autonoma di Trento, Provincia Autonoma di Bolzano, Veneto, Friuli, Emilia Romagna; Centrale che comprende Toscana, Umbria, Marche Lazio) e del Mezzogiorno (meridione e insulare che comprende Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria; Sicilia e Sardegna). Si sono prese in considerazione, infine, tutte le entrate in conto capitale, conto corrente e totali, e le categorie di entrate dell’intero territorio nazionale: Italia.
E’ importante evidenziare che nel corso dell’analisi i dati utilizzati dal sistema informativo CPT a valori correnti, sono stati ricostruiti rendendoli a valori costanti e pro-capite, al fine di ottenere un confronto più realistico delle entrate tra livelli di governo, categorie economiche, macro aree e Regioni.

 

Confronto tra livelli di governo nell’Intero Aggregato Nazionale: entrate totali a prezzi costanti tra i vari livelli di governo dal 1996 al 2010
Osservando il confronto delle entrate nei vari livelli di governo in Italia, emerge che, in generale, in tutti i livelli di governo, le entrate pubbliche sono aumentate, in termini reali. In particolare, le amministrazioni centrali hanno subito un debole aumento delle entrate dal 1996 al 2010; le amministrazioni regionali hanno subito un aumento delle entrate in modo rilevante dal 1996 al 2003 e successivamente una riduzione delle entrate sino al 2010; le entrate pubbliche delle amministrazioni locali sono diminuite dal 1996 al 2003 e poi aumentate sino al 2010. Per quanto riguarda il Settore Allargato della Pubblica Amministrazione, c’è stato un aumento quasi costante delle entrate pubbliche, in particolare nelle Imprese Pubbliche Locali.

Tab.1 – Entrate pubbliche in Italia per livello di governo 1996-2010 (milioni di euro)

 

Analizzando la percentuale delle entrate nei diversi livelli di governo nei due anni di inizio (1996) e fine (2010) di questo studio, possiamo notare che le amministrazioni centrali nel 1996 disponevano del 72,25% delle entrate totali, mentre nel 2010 del 64,1%. Nelle amministrazioni locali le entrate sono diminuite dal 5,7% al 4,7%, in quelle regionali invece sono aumentate radicalmente dal 2,53% al 7,36%. Per quanto riguarda il settore pubblico allargato c’è stato un sensibile aumento delle entrate soprattutto nelle Imprese Pubbliche Nazionali dal 16,62% al 17,83%, mentre nelle Imprese Pubbliche Locali dal 2,9% al 6%.

 

            Italia

Anno

1996

2010

A.C.

72%

64%

A.L.

6%

5%

A.R.

3%

7%

I.P.L.

3%

6%

I.P.N.

17%

18%

 

Sulla base di questi dati si può osservare che le entrate sono traslate dalle amministrazioni centrali a quelle regionali. Il loro aumento, soprattutto nelle amministrazioni regionali, rappresenta l’effetto delle modifiche legislative negli ultimi anni a partire dal d. Lgs. 56 del 2000 che ha reso le regioni più svincolate dallo Stato spianando la strada al cd. Regionalismo. L’incremento delle entrate nelle Imprese Pubbliche locali e nazionali è determinato presumibilmente dal processo di societarizzazione e esternalizzazione dei servizi che si è evoluto sino al 2010 a causa dei continui richiami da parte dell’Unione Europea.

 


La distribuzione per categorie economiche delle entrate nell’Aggregato Nazionale
Sono state inoltre analizzate le diverse categorie di entrate in modo da comprendere più da vicino quanto influiscono nell’intero paese, nelle due macro-aree nord e sud Italia e in ogni Regione.
Dalle analisi, è emerso che le entrate in conto corrente hanno inciso maggiormente sulla finanza italiana. Di queste entrate le più alte sono le imposte dirette e indirette, la vendita di beni e servizi e i contributi sociali.
Le imposte dirette rappresentano i tributi che colpiscono direttamente il reddito, nel momento in cui esso viene prodotto, e si calcolano in percentuale crescente, al crescere della ricchezza prodotta. Sono detratte ai cittadini singoli con l’Irpef, alle persone giuridiche con l’Irpeg, alle società con l’Ires e sulla base delle attività produttive con l’Irap.
Dal grafico 1 si può notare che le imposte dirette sono aumentate con un particolare incremento visibile dal 2005 al 2008 e un successivo decremento dal 2008 al 2010.

 Graf.1 – Imposte dirette in Italia 1996-2010

 

Le imposte indirette sono quei tributi correlati alla ricchezza nel momento in cui viene trasferita o consumata e possono causare un divario tra prezzi netti per il produttore e prezzi pagati dal consumatore.
Sono considerate imposte indirette: l’imposta di registro, l’imposta ipotecaria, l’imposta di bollo, l’imposta sulle successioni e donazioni, l’imposta sul valore aggiunto IVA, l’accisa, l’imposta sulle pubblicità, l’imposta sul consumo e di fabbricazioni, l’imposta catastale, l’imposta sulle assicurazioni e l’imposta sugli intrattenimenti.
Tali imposte hanno subito un incremento abbastanza rilevante, superando i 4000 euro come si può osservare nel grafico negli anni 2004-2005 e 2007-2008 (Graf.2).

Graf.2 – Imposte indirette in Italia 1996-2010

 

Le entrate che provengono dalla vendita di beni e servizi (extra-tributarie), sono rappresentate dai proventi che il cittadino versa al momento in cui usufruisce di un servizio erogato dalla Pubblica Amministrazione o dalle Imprese Pubbliche locali e nazionali. Questa categoria di entrate ha subito un incremento abbastanza proporzionale, passando da 2.491,66€ nel 1996 a 3.580,18€ nel 2010, causato dal fenomeno della societarizzazione (Graf.3).

Graf.3 – Vendita di beni e servizi in Italia 1996-2010

I contributi sociali infine sono quelle entrate extra- tributarie versate in modo volontario o obbligatorio dai datori di lavoro, dipendenti, autonomi o disoccupati. Fanno parte di questa categoria, i trasferimenti alle famiglie al fine di aiutarle in situazioni di rischio o necessità, come la malattia, l’invalidità, la disoccupazione, ecc.. Anche per quanto riguarda i contributi sociali, è possibile notare un incremento nell’anno 2010. Il grafico indica che nel 2008 i contributi sociali hanno raggiunto il valore più alto (Graf.4).

Graf.4 – Contributi sociali in Italia 1996-2010

 

Confronto tra Centro - Nord e Mezzogiorno
E’ stato oggetto di studio, in questo lavoro, anche il confronto delle entrate pubbliche tra macro-aree, considerando i continui dibattiti tra le teorie di stampo federalista e quelle conformiste e solidaristiche.
Per quanto riguarda la macro-area del Centro Nord, è stato rilevato che solo le entrate totali delle Amministrazioni locali sono diminuite, mentre in tutti gli altri livelli di governo c’è stato un aumento delle entrate pubbliche totali.

 

Tab.2 – Entrate pubbliche delle Amministrazioni del Centro-Nord 1996-2010 (milioni di euro)

Anno

A.C.

A. L.

A. R.

I.P. L.

I.P. N.

1996

       11.578,43

           956,59

         375,35

         489,76

       2.479,07

1997

       12.372,99

           878,68

         478,95

         516,63

       2.047,23

1998

       11.781,27

        1.036,82

         865,97

         544,47

       1.927,52

1999

       12.460,49

        1.020,74

      1.141,99

         569,66

       2.035,63

2000

       12.219,47

        1.005,78

      1.137,79

         611,76

       2.252,09

2001

       12.641,26

           981,66

      1.221,46

         707,72

       2.822,00

2002

       12.629,11

        1.035,10

      1.109,46

         765,36

       2.625,29

2003

       12.681,81

        1.041,53

      1.439,92

         843,98

       2.526,31

2004

       12.496,61

        1.050,79

      1.045,36

         918,59

       2.714,75

2005

       12.146,39

           960,83

         849,04

         956,93

       2.542,82

2006

       12.497,40

           940,13

      1.346,93

     1.215,63

       2.699,29

2007

       12.948,77

        1.012,19

      1.586,66

     1.293,16

       2.682,17

2008

       12.614,11

           957,99

      1.134,39

     1.236,26

       3.129,90

2009

       12.199,26

           872,58

      1.300,82

     1.181,45

       2.924,33

2010

       12.026,16

           878,56

      1.361,28

     1.253,22

       3.135,04

Analizzandole in percentuale, emerge, in particolare, che gli introiti delle Amministrazioni centrali dal 1996 al 2010 sono diminuiti dell’8,45% rispetto al totale, mentre quelli delle Amministrazioni regionali sono aumentati del 4,93%.

Tab.2.1

    Centro Nord

Anno

1996

2010

A.C.

74%

65%

A.L.

5%

4%

A.R.

2%

8%

I.P.L.

3%

6%

I.P.N.

16%

17% 

Per quanto riguarda la macro-area del Mezzogiorno, è emerso dalla Tabella 3 che le entrate totali di tutti i livelli di governo sono aumentate dal 1996 al 2010.

 

Tab.3 – Entrate pubbliche delle Amministrazioni del Mezzogiorno 1996-2010 (milioni di euro)

Anno

A.C.

A. L.

A. R.

I.P. L.

I.P. N.

1996

    5.643,94

       367,34

       251,00

     180,92

     1.622,06

1997

    5.962,57

       364,67

       397,39

     195,17

     1.304,50

1998

    5.987,23

       366,02

       572,74

     176,05

     1.191,37

1999

    6.298,59

       386,72

       605,55

     200,46

     1.306,19

2000

    6.213,89

       426,40

       598,81

     225,30

     1.442,44

2001

    6.545,57

       448,84

       683,14

     240,87

     1.660,90

2002

    6.510,43

       454,51

       732,92

     246,20

     1.645,65

2003

    6.811,16

       485,86

       691,12

     253,35

     1.602,87

2004

    6.782,75

       522,57

       872,09

     270,39

     1.882,30

2005

    6.637,31

       510,00

       754,68

     274,68

     1.762,83

2006

    6.860,04

       506,26

       969,70

     316,13

     1.926,01

2007

    6.914,55

       554,00

       853,72

     311,84

     1.905,49

2008

    6.880,81

       518,58

       833,90

     327,61

     2.208,73

2009

    6.777,03

       499,46

       832,93

     359,44

     2.081,74

2010

    6.601,76

       501,15

       788,62

     372,74

     2.235,64

Calcolando le percentuali delle entrate totali per ogni livello di governo (Tabella 3.1), è emerso che, nel 1996 quasi il 70% delle entrate proveniva dalle Amministrazioni centrali, mentre nel 2010 si è ridotto al 63%. Al contrario, gli introiti delle Amministrazioni regionali, nel 1996 rappresentavano solo il 3,11% delle entrate totali e nel 2010 il 7,51%.

Tab.3.1

Mezzogiorno

Anno

1996

2010

A.C.

70%

64%

A.L.

4%

5%

A.R.

3%

7%

I.P.L.

2%

3%

I.P.N.

21%

21% 

Confrontando le entrate per macro-aree, emerge immediatamente l’eccessiva somma di entrate posseduta dai livelli di governo del Centro Nord rispetto a una minima parte di introiti proveniente dal Mezzogiorno. D’altra parte negli ultimi anni in tutti i livelli di governo c’è stato un aumento delle entrate nel Mezzogiorno: un inizio di un lungo percorso verso la riqualificazione e lo sviluppo di un’area dell’Italia che da sempre si è ritrovata in svantaggio economico.  

 

Confronto delle entrate pubbliche tra Regioni
Per quanto riguarda, infine, il confronto tra regioni si è osservato che, in linea generale, si è verificato un aumento delle entrate pubbliche. 
Nell’ambito della macro area Centro Nord, in generale le Regioni a Statuto Ordinario, hanno registrato un trasferimento delle entrate dalle Amministrazioni Centrali a quelle Regionali, e dalle Amministrazioni Centrali alle Imprese Pubbliche, nel periodo che va dal 1996 al 2010.
Al contrario, le Amministrazioni Regionali della Valle d’Aosta e della Provincia Autonoma di Bolzano, entrambe a Statuto Speciale, hanno fatto registrare, al 2010, una diminuzione dell’1% delle entrate pubbliche totali, rispetto alle entrate degli altri livelli di governo. Invece, sono aumentate in modo rilevante le entrate delle Imprese Pubbliche Locali e Nazionali.
Nell’ambito della macro area del Mezzogiorno, le Regioni a Statuto speciale hanno registrato un aumento delle entrate nelle Amministrazioni Regionali e una riduzione delle entrate nelle Imprese Pubbliche Nazionali.
Dunque mentre al Nord si può osservare che nelle Regioni a Statuto speciale è cresciuto maggiormente il fenomeno della societarizzazione, al Sud c’è stata una manifestazione rilevante del Regionalismo, per cui è cresciuta l’autonomia delle due regioni Sardegna e Sicilia.

 

Tab.4 – Entrate SPA Regione Sicilia 1996-2010

Anno

A.C.

A. L.

A. R.

I.P. L.

I.P. N.

1996

   5.330,63

    330,59

        331,14

     181,64

     1.694,93

1997

   5.654,92

    325,64

        365,70

     166,32

     1.337,06

1998

   5.713,82

    326,11

        552,73

     141,58

     1.264,46

1999

   5.969,10

    319,69

        691,33

     160,40

     1.346,31

2000

   5.928,24

    347,77

        558,01

     176,54

     1.470,30

2001

   6.295,34

    357,41

        692,00

     215,13

     1.841,31

2002

   6.116,07

    372,28

        716,60

     195,41

     1.791,78

2003

   6.503,97

    415,82

        767,28

     186,41

     1.663,74

2004

   6.505,98

    456,08

    1.008,03

     200,81

     1.888,93

2005

   6.380,70

    436,72

        950,58

     247,35

     1.770,55

2006

   6.597,13

    435,23

        981,68

     290,99

     1.913,09

2007

   6.746,51

    483,57

    1.004,38

     308,25

     1.854,23

2008

   6.680,87

    453,76

        947,19

     346,98

     2.096,89

2009

   6.574,13

    440,68

    1.080,43

     342,05

     1.978,88

2010

   6.408,77

    433,13

        984,04

     380,60

     2.154,29

 

Tab.5 – Entrate SPA Regione Sardegna 1996-2010

Anno

A.C.

A. L.

A. R.

I.P. L.

I.P. N.

1996

    6.554,25

       467,66

          153,28

          146,11

       2.936,68

1997

    7.068,19

       417,22

          554,90

          125,84

       2.324,12

1998

    6.944,04

       409,13

          614,05

          126,90

       1.954,28

1999

    7.277,50

       408,29

          592,46

          255,11

       1.987,98

2000

    7.161,53

       471,18

      1.090,83

          278,82

       2.272,64

2001

    7.539,65

       489,77

          956,32

          272,09

       2.749,42

2002

    7.447,76

       477,15

          777,21

          300,30

       2.535,16

2003

    7.896,14

       560,71

      1.081,45

          289,42

       2.295,76

2004

    7.851,41

       572,16

      1.239,02

          260,28

       2.862,82

2005

    7.648,77

       579,32

      1.099,69

          274,57

       2.629,19

2006

    7.957,53

       581,78

      2.031,46

          317,01

       2.827,31

2007

    7.772,66

       664,81

          787,77

          340,41

       2.733,54

2008

    7.831,71

       609,32

          889,83

          368,14

       3.293,45

2009

    7.755,65

       586,05

          850,34

          388,62

       3.119,35

2010

    7.437,78

       570,03

          701,05

          393,24

       3.238,41

 

 

Conclusioni
Nello svolgimento di tale analisi si è cercato di offrire un contributo ulteriore nella verifica dell'impatto delle politiche in materia di federalismo sulle entrate pubbliche, mettendo in rilievo l'andamento quantitativo e qualitativo delle stesse. Infatti, si è rilevato che il cambiamento da un sistema amministrativo centralizzato a un decentramento delle funzioni di governo ha modificato in modo rilevante il peso delle entrate pubbliche tra i diversi livelli di governo, divisi in Amministrazione Centrale, Amministrazione Locale, Amministrazione Regionale, Imprese Pubbliche Nazionali e Imprese Pubbliche Locali.

In particolare, un’imposta sugli immobili che ha influenzato sensibilmente l’aumento delle entrate pubbliche è stata l’ICI che ha rappresentato un’“ancora di salvezza” per i Comuni sino al 2008, anno della sua abolizione. Anche per questo motivo, in parte, le entrate nelle Amministrazioni locali non hanno subito un rilevante aumento.

In conclusione, sarebbe necessario, innanzitutto, continuare a intraprendere la strada verso l’armonizzazione dei bilanci pubblici e verso una maggiore trasparenza, che è già in atto con la sperimentazione, di diversi Comuni, Province e Regioni, prevista dall’art. 36, del decreto legislativo 118/2011.
Un altro passo che si dovrebbe compiere, già iniziato dal processo di rinnovamento introdotto con la Legge 142/1990, riguarda il miglioramento della complessa burocrazia che caratterizza la pubblica amministrazione.
Bisognerebbe investire sulla semplificazione dei procedimenti amministrativi attraverso le nuove tecnologie, regolarizzando le tempistiche e le scadenze degli atti amministrativi, promuovendo l’efficienza, l’efficacia e l’economicità in modo da ridurre le spese, rendendo necessari minori livelli di entrate.

 

di Federica Piga
Promozione e Indagini Sociali [online] n.06 - Aprile 2014
ISSN: 2281-6720
 

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