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La diffusione dei prodotti tipici in Italia: i primi risultati di un’indagine online

Conoscere i prodotti tipici dell’artigianato e della tradizione culinaria locale rafforza l’identità storica e culturale del territorio e di chi lo abita, e genera interesse e curiosità per chi lo visita. Per questo le attività di promozione e diffusione della cultura enogastronomica e delle produzioni artigianali locali, rivestono un ruolo particolarmente importante per lo sviluppo socio-economico delle Regioni che, come la Sardegna, vantano un ampio patrimonio di prodotti tradizionali.

 

Ma quanto è diffusa, in realtà la conoscenza e l’interesse dei prodotti tipici e delle tradizioni locali? E i prodotti sardi quanto sono e come sono ricercati e utilizzati dai consumatori?
Per rispondere a questa domanda è stata avviata un’indagine online, realizzata attraverso il software open source LimeSurvey, che rappresenta un primo punto di partenza da cui partire per analizzare più nel dettaglio il mercato delle produzioni tipiche, le strategie di vendita e le azioni di comunicazione più efficaci per diffonderne la conoscenza e l’utilizzo, ponendo particolare attenzione al ruolo strategico dei nuovi canali di acquisto ed informazione.

 

Il Campione
L’indagine ha coinvolto 120 individui, residenti perlopiù in Sardegna (45,76%) a maggioranza maschile (53,3%) e con un’età media di 42 anni, occupati nel 76% dei casi (57,6% con lavoro dipendenti e 18,6% lavoratori autonomi) e con un titolo di studio piuttosto elevato (Laurea 49,15% o Titolo Post Laurea 28,81%).
Essendo la famiglia il target principale, solo 15,2% ha dichiarato di vivere ancora nella propria famiglia d’origine e solo l’8,5% è ancora studente o tirocinante, mentre il 59,3% del campione è costituito da famiglie con (35,6%) o senza figli (23,7%) o giovani indipendenti dal punto di vista economico e abitativo (18,6%).
La maggior parte di essi è stata raggiunta grazie all’uso dei social network, in particolare Linkedin e Facebook. Una modalità di contatto, basata prevalentemente sulle reti personali dei promotori dell’indagine, ha senz’altro inciso sulla concentrazione geografica degli intervistati, che tuttavia rende l’indagine particolarmente interessante per i produttori e i soggetti pubblici interessati ad attrarre l’attenzione dei cittadini/consumatori locali.

 

I primi risultati
I risultati più interessati dell’indagine, riguardano il livello (percepito) di conoscenza dei prodotti tipici e le abitudini di acquisto dei consumatori intervistati, che, come abbiamo visto, sono per gran parte residenti in Sardegna.
Il grafico 1 mostra come nella maggior parte dei casi i consumatori svolgono i propri acquisti alimentari nei grandi supermercati e ipermercati, fanno eccezione i prodotti artigianali e i dolci freschi o confezionati, per i quali i consumatori preferiscono affidarsi a negozianti e produttori locali. In generale, tuttavia, si tratta di acquisti ben più sporadici, soprattutto per quanto riguarda i prodotti tipici regionali, che nella maggior parte dei casi avvengono solo qualche volta nel corso dell’anno (69%). Gli acquisti online, invece, sono ancora assai distanti dalle abitudini di acquisto degli intervistati, tanto il nel 38% di essi ha dichiarato di non aver mai acquistato nessun tipo di prodotto attraverso internet (graf.2).
Un risultato che evidenzia le difficoltà che incontrano i produttori locali ed in particolare le produzioni tipiche locali, a operare in un mercato in cui il consumatore medio orienta la sua scelta quotidiana prevalentemente sui prodotti di largo consumo e a basso costo, confinando le produzioni tipiche e artigianali alle sole “occasioni speciali” (graf.3).

 

Graf.1 - Canali di acquisto dei principali prodotti di uso comune

 

Graf.2 – Frequenza d’acquisto nei principali canali di vendita

 

Graf.3 – Frequenza d’acquisto dei prodotti tipici locali

 

Per favorire una più larga diffusione delle produzioni tradizionali, sarebbe quindi utile agire su più fronti: favorendone la distribuzione attraverso i canali di acquisto più utilizzati dai consumatori, primi fra tutti i grandi supermercati e ipermercati, e promuovendone un utilizzo più assiduo e frequente, intervenendo innanzitutto sulla percezione dei consumatori sull’uso e il consumo dei prodotti tipici. Una strategia efficace, ad esempio, potrebbe essere quella di promuovere una cultura della “qualità alimentare” maggiormente orientata alle tradizionali locali piuttosto che al concetto di “affidabilità della grande marca”, o l’attivazione di strategie di marketing e comunicazione tese a proporre le tipicità locali come prodotti di uso quotidiano piuttosto che come specialità di nicchia.
In tal senso gioca sicuramente un ruolo decisivo la diffusione di una conoscenza approfondita del prodotto, delle caratteristiche che lo contraddistinguono, della storia e delle tradizioni ad esso legate, che gli conferiscono particolare valore dal punto di vista identitario e socio-culturale.
Come dimostra il grafico 4, il livello di conoscenza espresso direttamente  dai consumatori sui prodotti enogastronomici e artigianali tipici del territorio è piuttosto basso.

 

Graf.4 – Livello di conoscenza e interesse per i prodotti tipici e le tradizioni locali

 

L’interesse mostrato dai consumatori per una conoscenza più approfondita della storia e le tradizioni locali legate alle produzioni tipiche e alimentari e artigianali, invece, si dimostra elevato: circa il 60% degli intervistati dichiara di essere interessato a ricevere più informazioni sulle origini storiche e gli usi tradizionali dei prodotti tipici locali. Un interesse particolare riscuotono, inoltre, i prodotti dell’artigianato tipico, che come abbiamo visto rappresentano la tipologia di prodotto meno conosciuto e acquistato.
La conoscenza sembrerebbe dunque strettamente legata all’acquisto e all’utilizzo delle produzioni tipiche, siano esse alimentari o artistiche. E la domanda di conoscenza dei consumatori è tanto più elevata quanto più i prodotti sono poco utilizzati e acquistati.
Avviare azioni di informazione e sensibilizzazione, diffondere e promuovere contenuti, eventi culturali e manifestazioni identitarie, dunque  è una leva decisiva per muovere i consumi e orientare il mercato verso un uso più massiccio e consapevole dei prodotti tradizionali.

 

I prodotti tipici della Sardegna
Analizzando più nel dettaglio i prodotti tipici del nostro territorio, emerge una distribuzione disomogenea del livello di conoscenza.

 

Graf.5 – Livello di conoscenza percepita dei prodotti tipici sardi

 

I prodotti più conosciuti in assoluto sono, come emerge chiaramente dal grafico 5, i liquori sardi, come Mirto, Limoncello e Fil’e ferru, ben conosciuti dall’88% dei consumatori, il Pane Carasau (78% dei consumatori intervistati) e i Malloreddus (71%). Prodotti che sono stati oggetto di campagne pubblicitarie anche a livello nazionale e che sono commercializzati abitualmente anche attraverso la grande distribuzione organizzata.
Segue la Bottarga, molto diffusa anche attraverso il canale della ristorazione, così come i prodotti caseari, i salumi e i dolci tipici, fra cui le Sebadas, che risultano comunque abbastanza conosciuti. I prodotti meno conosciuti in assoluto sono, invece, le Lorighittas (pasta tipica lavorata a mano) e i bronzetti sardi (artigianato tipico), seguiti dalle produzioni tessili e dai gioielli.
Si tratta di prodotti, in alcuni sconosciuti anche ai sardi, soprattutto per quanto riguarda le nuove generazioni, che meritano di essere valorizzate e che possono rappresentare le chiavi strategiche su cui puntare per rilanciare l’economia locale, puntando sia sul mercato interno che sulle esportazioni nazionali e internazionali.
Da questo punto di vista l’uso di internet e del commercio elettronico potrebbe rappresentare una risorsa importante. La vendita online, infatti, ha il pregio di raggiungere rapidamente i marcati internazionali più parti e dinamici riducendo al minimo i costi distribuzione della merce.
Un buon e-commerce online, se ben gestito e pubblicizzato, può raggiungere migliaia di consumatori in tutto il mondo con costi di spedizione e magazzinaggio relativamente contenuti.
Nonostante ciò l’uso di internet per la vendita e la commercializzazione dei prodotti tipici è ancora assai contenuto: più dell’80% dei consumatori non ha mai acquistato prodotti alimentari tipici online e la percentuale sale considerevolmente in relazione ai prodotti sardi (graf.7).
Come mostra il grafico 6, infatti, il 46% dei consumatori intervistati dichiara di non aver mai pensato di acquistare online prodotti tipici sardi. Vi è però un 33% di consumatori che si dimostrano potenziali clienti di un e-commerce di prodotti tipici regionali, in quanto dichiarano di non aver mai fatto acquisti on line solo perché non hanno mai trovato offerte convenienti o negozi online abbastanza forniti e affidabili. Accanto ad essi si posizionano, inoltre, tutti colo che, pur non avendo mai cercato online, sono comunque interessati all’acquisto di questi prodotti, e che potrebbero essere raggiunti attraverso campagne di comunicazione mirate. Solo ma minoranza (21%) degli intervistati si dichiara “non interessato” a comprare online prodotti tipici regionali.
Esiste quindi uno spazio di mercato interessante per diffondere prodotti tipici sardi attraverso internet, nel territorio italiano e non solo.

 

Graf.6 – Ti è mai capitato di acquistare online questi prodotti?

Graf.6.1 – Ti è mai capitato di acquistare online questi prodotti?

 

Graf.7 – Come mai non hai mai acquistato online prodotti tipici?

 

Analizzando più nel dettaglio le opportunità di vendita dei prodotti tipici sardi è possibile comprendere le potenzialità del “Made in Sardinia” nel mercato italiano.
Il grafico 8 mostra come la gran parte dei prodotti meno acquistati, sono comunque ricercati dai consumatori, che sarebbero disposti ad acquistarli se avessero un prezzo più contenuto e si trovassero più facilmente, per esempio online. Sono soprattutto i prodotti dell’artigianato tipico, tessile e orafo, ma anche ceramiche, cesti e coltelleria artistica. Ottengono un peggior risultato invece le Lorighittas e i Bronzetti, che come abbiamo visto sono i prodotti meno conosciuti e per quali esiste una maggior richiesta di informazioni.

 

Graf.8 - Quali dei seguenti prodotti tipici vorresti acquistare più spesso e perchè?

 

Conclusioni
Volendo trarre delle brevi conclusioni sui risultati fin qui presentati, è possibile formulare alcune ipotesi:

a) I prodotti tipici regionali, sardi in particolare, pur essendo ancora poco conosciuti sono in grado di attrarre l’interesse dei consumatori sardi e italiani in generale, che sarebbero disposti ad acquistarli ed  utilizzarli più spesso se fossero disponibili nel mercato a un prezzo concorrenziale e nei canali di vendita più utilizzati, come quello della grande distribuzione.

b) Le attività di promozione e informazione delle tipicità regionali sono in grado di favorire il consumo e la vendita di prodotti tradizionali, in quanto la conoscenza è uno dei fattori determinanti per l’acquisto;

c) L’uso di internet per la commercializzazione e l’esportazione dei prodotti enogastronomici e artigianali tipici delle tradizioni regionali rappresenta una chiave strategica per lo sviluppo commerciale del settore, che i produttori e gli imprenditori locali dovrebbero considerare in chiave positiva e propositiva nel corso dei prossimi anni. 

 

Per saperne di più:

I risultati completi dell’indagine verranno pubblicati su www.filierasarda.com

 

di Sara Frau
Promozione e Indagini Sociali [online] n.06 - Aprile 2014
ISSN: 2281-6720
 

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