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Diffusione del consumo di alcol in italia: l’influenza sullo stato di salute secondo il who (global status report on alcohol and health) 2014

Recentemente è stato pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’ultimo rapporto relativo allo stato della Salute negli stati membri in relazione al consumo di alcol. In generale, dal rapporto emergono dati preoccupanti, che dimostrano quanto l’incidenza del consumo di alcol stia andando ad influenzare sempre più negativamente le condizioni di salute della popolazione mondiale.

 

I Dati
I valori presentano incidenze differenti a seconda delle aree analizzate, con la tendenza ad avere più alti indici di consumo medio di alcolici nei paesi con alto reddito rispetto a quelli con basso reddito e un conseguente incremento dell’incidenza sulla morbilità e mortalità del fattore alcol.
Globalmente:

  • Il consumo di alcolici nel 2010 è risultato pari a 6,2 litri di alcol puro consumato per persona sopra i 15 anni d’età.
  • Ben il 25% del consumo non risulta registrato in quanto riconducibile a tipologie di alcol prodotte artigianalmente in casa e/o attraverso produzioni illegali
  • Più del 50% è stato consumato sotto forma di alcol puro
  • L’incidenza del consumo di alcol sulle donne rispetto agli uomini presenta dati differenti a seconda delle aree prese in considerazione. I valori di consumo da parte delle donne risultano tendenzialmente in crescita rispetto a quello degli uomini.

Dal rapporto emerge una tendenza secondo la quale, ad alti valori di sviluppo e reddito delle economie corrisponde una crescente quantità consumata di alcol ed un più ridotto numero di individui classificati come astemi. Inoltre, i paesi con più alto reddito presentano la più alta incidenza di consumo di alcol pro-capite e il più alto indice di atti criminali legati al consumo dello stesso.
Per quanto riguarda l’incidenza del consumo di alcolici sullo stato di salute degli individui, il quadro che emerge è in generale il seguente:

  • Nel 2012 si sono registrati 3.3 milioni di morti riconducibili al consumo di alcol, corrispondenti al 5,9% di tutte le morti accertate nell’anno
  • Il 5,1% delle cause di malattie è stato ricondotto all’abuso di alcolici
  • Nel 2012 si sono registrati circa 139 milioni di casi di disabilità-riparata riconducibili al consumo di alcolici, con l’area europea che ha registrato l’incidenza maggiore
  • Si sono riscontrate importanti differenze di genere nei casi di morte riconducibili al consumo di alcol, con il 7,6% per i maschi e il 4,0% per le femmine.

Negli ultimi anni, i paesi membri hanno applicato diverse politiche di intervento con lo scopo di ridurre l’abuso del consumo di alcol e la conseguente applicazione di azioni che portino ad una diminuzione dell’incidenza nei casi di morte, salute e disabilità.
L’obiettivo primario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è quello di ridurre il consumo di alcol a livello mondiale del 10% entro il 2025.

 

Il quadro generale in Italia
Il paese Italia, nel corso del 2010 contava un popolazione di 60,5 milioni di abitanti, con una popolazione di età superiore ai 15 anni pari all’86% e un’incidenza della popolazione residente nelle aree urbane prossima al 70%. 
Questi dati risultano importanti, soprattutto se relazionati al fenomeno alcol e alla sua incidenza sulla stato di salute della popolazione.
L’andamento del consumo di alcol nel periodo 1961-2010 ha visto una progressiva decrescita del consumo di alcolici, in particolare legata alla diminuzione del consumo di vino, mentre sono rimasti constanti i consumi medi di birra e spirito.
Nel corso del 2010, il consumo di alcol in Italia era così suddiviso: 66% vino, il 23% birra e il restante 11% spirito.
Il consumo di alcol pro-capite, nel triennio 2008-2010 è risultato tendenzialmente in diminuzione rispetto al triennio 2003-2005, sia per quanto riguarda i dati relativi al consumo di alcol registrato che non.


Tab.1: Consumo di alcol pro-capite (15+ anni) in litri di puro alcol

 

Media 2003-2005

Media 2008-2010

Variazione

Alcol registrato

8,1

6,5

-       1,6

Alcol non registrato

2,4

0,2

-       2,2

TOTALE

10,5

6,7

-       3,8

WHO EUROPA

11,9

10,9

-       1,0

WHO “Global status report on alcohol and health 2014”


Il consumo totale di alcol pro-capite vede per l’anno 2010 una prevalenza dei consumatori di sesso maschile, con 11,9 litri di alcol puro consumato nel corso dell’anno, contro un 7,2 litri consumati da parte delle donne.


Tab.2: Consumo di alcol totale pro-capite (15+ anni) per i soli consumatori di alcol (in litri di alcol – Anno 2010)

 

Litri

Maschi

11,9

Femmine

7,2

WHO “Global status report on alcohol and health 2014”

Le conseguenze del consumo di alcol sul fattore salute, nonché sulla mortalità e morbilità, nel corso dell’anno 2012, hanno mostrato una forte incidenza del fattore alcol sui casi di morte per cirrosi e incidenti stradali, con valori superiori per i maschi rispetto alle femmine.


Tab. 3: Tasso di morte standardizzato legato al consumo di alcol (2012 – per popolazione di 100.000 individui)

Cause di morte

ASDR*

AAF (%)**

 

M

F

M

F

Cirrosi

10,9

4,7

42,8

51,5

Incidenti stradali

13,0

2,8

3,9

1,5

*Age-standardized death rates. ** Alcohol-attributable fractions.


Considerando invece i dati relativi ai disturbi creati dal fattore alcol e al grado di dipendenza, i valori che si riscontrano in Italia presentano dei valori tendenzialmente bassi se raffrontati ai valori della media europea. L’incidenza sui maschi è maggiore rispetto alle femmine, tendenzialmente doppia.


Tab. 4: Dati relativi ai disturbi e dipendenze legati al consumo di alcol (Anno 2010)

 

Disturbi

Dipendenza da alcol

Maschi

1,3

0,7

Femmine

0,8

0,4

Entrambi i sessi

1,0

0,5

WHO EUROPA

7,5

4,0

WHO “Global status report on alcohol and health 2014”


In generale, dai dati emerge un quadro non fortemente negativo, se raffrontato con il resto della realtà europea, con fattori di rischio che si mantengono ancora decisamente bassi sul fattore salute e sull’incidenza nella qualità della vita.

I dati hanno comunque una valenza generale, che non entrano nello specifico delle diverse realtà sociali presenti nel paese e non tiene conto delle dinamiche sociali ed economiche che si stanno andando a delineare nel corso di questi ultimi 5 anni. Una tendenziale crescita dei fattori di stress, legati allo status sociale ed economico, stanno portando ad un tendenziale incremento dell’incidenza del fattore alcol sulla qualità della vita degli individui, in particolare nelle fasce d’età giovanili e dal lato delle donne.

 

Per saperne di più:
http://www.who.int/substance_abuse/publications/global_alcohol_report/en/

 

di Cristian Meloni
Promozione e Indagini Sociali [online] n.07 - Luglio 2014
ISSN: 2281-6720

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