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Il benchmarking cittadino come strumento di pianificazione

Le politiche di pianificazione strategica e territoriale hanno subito notevoli modifiche nel corso degli ultimi decenni. Una delle modifiche più importanti ha riguardato le città che da attori complementari sono diventate il perno dei processi di sviluppo. Diversi fattori hanno contribuito a questa modifica: da un lato la consapevolezza che la maggior parte della popolazione mondiale vive oramai all’interno di contesti urbani e la promozione di politiche di sviluppo sostenibile che vedono la città come protagonista.

Infatti, la città in una visione che ricorda quella di Italo Calvino nel celeberrimo “Le città invisibili” divengono un insieme di diversi sottosistemi che le animano dando loro peculiari caratteristiche che le rendono uniche ma, nella loro unicità, autonome ed in grado di auto-sostenersi: vengono così pensate le cosiddette “smart cities”. Le città intelligenti che grazie alle energie rinnovabili ed ai sistemi di smart grid sia energetici che informatici riescono ad ottimizzare le proprie risorse.

Questa nuova generazione di città si vede come polo di attrazione di persone e risorse tramite lo sviluppo delle proprie peculiarità attraverso la rivisitazione degli elementi tradizionali: nasce così una nuova visione del bene culturale che nel contesto cittadino sposa passato e futuro, il patrimonio storico e naturale con le nuova tecnologie. Non a caso queste sembrano essere le parole chiave dei progetti presentati dalla sei città italiane che in queste ore si stanno giocando le ultime carte per diventare Capitale Europea della Cultura 2019.

 

Le città come attori economici
Queste variazioni sono frutto di un processo lento che si è dipanato nel tempo contemporaneamente ad altri importanti cambiamenti: le città sono divenute attori del loro sviluppo anche dal punto di vista economico – finanziario. Infatti, il passaggio dall’economia reale a quella finanziaria, la progressiva riduzione dell’intervento e del ruolo dello Stato Centrale nell’economia e la crescente crisi finanziaria hanno cambiato il ruolo della città come agente economico.

I comuni sono divenuti soggetti finanziari come le imprese o i privati. Questo fatto ha numerose implicazioni: mentre precedentemente il settore pubblico otteneva finanziamenti appositi, adesso sono stati creati appositi strumenti finanziari per la pubblica amministrazione che prevedono come requisito per la concessione del finanziamento la bancabilità del progetto presentato. Si presuppone, dunque, che la PA sia in grado di promuovere progetti che diano vita ad un flusso di cassa sufficiente a garantire un ritorno dell’investimento e la restituzione del finanziamento ottenuto. In questo processo, l’amministrazione comunale viene valutata sulla base di una serie di indicatori dall’istituto bancario ma più importante ancora è la valutazione che di essa danno gli eventuali investitori o cofinanziatori privati[1].

In quest’ottica sono stati costruiti tutta una serie di indici compositi di benchmarking cittadino con caratteristiche e obiettivi differenti finalizzati a fornire una valutazione della capacità delle città di pianificare e mettere in atto – e quindi di mostrarsi affidabili – strategie ed azioni di medio e lungo periodo.

Si tratta di un elemento di fondamentale importanza, in quanto spesso le decisioni ed azioni del politico sono determinate dal cosiddetto ciclo politico-economico e non prendono in considerazione politiche di investimento con benefici non direttamente rilevabili nella successiva e spesso immediata tornata elettorale.
Il concetto stesso del benchmarking prende avvio da una differente valutazione del ruolo del politico che promuove la sua azione e la sua eventuale rielezione sulla base di differenti presupposti.

 

Definizione e ruolo del benchmarking cittadino
Luque e Munoz (2003[2]) definiscono il benchmarking cittadino come il "sistema di indicatori socioeconomici che costituiscono il "pannello di controllo" della fase di diagnosi nel processo di pianificazione urbana strategica […] che permette che vengano raggiunti elevati livelli di qualità nei servizi e nella gestione pubblica della città".
I due autori nel loro lavoro del 2005 sottolineano come il benchmarking cittadino permetta di identificare in maniera comparativa gli elementi chiave, le peculiarità ed i deficit che rendono più facile identificare la strategia di sviluppo e pianificazione da implementare nel futuro.

Diversi autori sottolineano che nell'odierna società dell'informazione si ha - generalmente, ma non certo nel caso di dati italiani a livello comunale - accesso una quantità notevole di dati aggiornati, precisi, oggettivi e spesso sovrabbondanti.

In parole povere, si ha accesso ad una quantità notevole di informazioni di qualità che, però, divengono inutili o inutilizzabili se non vengono organizzati, sistematizzati e gestiti in modo da poter dare loro una lettura corretta e coerente che eviti di fornire informazioni che generano indicazioni gestionali che portano ad inefficienze e diseconomie.

Tuttavia, gestire le informazioni non è semplice e scegliere un sistema di sistematizzazione e valutazione presenta notevoli difficoltà, la maggiore delle quali è che i sistemi devono essere flessibili, in grado di evolvere esattamente come le realtà che permettono di analizzare.

Boyko et al. (2012) nel loro lavoro descrivono le caratteristiche che un sistema di benchmarking dovrebbe avere per poter rendere effettiva la valutazione:

- una serie di indicatori sia generici che specifici per area ed argomento che rifletta le attuali buone pratiche per misurare le performance di sostenibilità;

- una lista di caratteristiche che descrivono i diversi scenari futuri che derivano da una selezione di scenari futuri.

Gli autori sottolineano come in quest'ottica un indicatore è una variabile che rappresenta un attributo di un sistema. Esso può essere utilizzato per valutare condizioni e trend, effettuare valutazioni tra luoghi e situazioni, fornire informazioni che permettono di individuare già ai primi stadi situazioni di rischio o allarme e anticipare le condizioni future ed i trend.

Una caratteristica è costituita da 1-2 affermazioni circa un tema o un ambito o un piccolo set di temi, utilizzati per descrivere lo scenario.

Gli scenari possono essere individuati tramite la letteratura oppure essere individuati attraverso un'analisi delle realtà di cui si vuole valutare il percorso verso una pianificazione strategica efficiente ed efficace.

Il set di strumenti da utilizzare altro non è che un insieme vasto di strategia, metodo o processo che i decisori politici e gli stakeholder adottano per comprendere meglio le decisione che dovranno andare a prendere oggi, valutare la performance dei singoli indicatori utilizzati nei differenti scenari futuri. Il set di strumenti, opportunamente testato e validato, può essere applicato a tutte le situazioni e a scale diverse e può essere riveduto sistematicamente.

L'esito di tali analisi è in genere un indicatore sintetico unico che fornisce una graduatoria delle città (ranking), basata sulle posizioni che le singole città hanno ottenuto nei singoli indicatori o ambiti di analisi.

Giffinger e Gudrun (2010) riportano tre elementi distintivi che devono essere accuratamente tenuti in considerazione per poter effettuare una comparazione e classificazione tra le diverse graduatorie nelle quali le città compaiono:

- obiettivo: l'obiettivo di una graduatoria non è specificato soltanto dal suo scopo e dal target di riferimento ma anche dal suo ambito spaziale e dai fattori auspicati e gli indicatori che sottostanno il ranking.

-metodologia: la metodologia non include soltanto il modo di raccogliere i dati e di analizzarli ma in un primo momento include anche l'eventuale criterio di inclusione/esclusione di alcune città esaminate nella graduatoria.

- disseminazione: le modalità con le quali i risultati vengono valutati, interpretati e presentati è cruciale per l'impatto che il benchmarking cittadino può avere per influenzare realmente le politiche cittadine.

Utilizzando tali criteri, sono state effettuate numerose applicazioni che hanno dato vita ad innumerevoli studi sul benchmarking cittadino. Taylor (2011) presenta una classificazione per tipologie:

  • studi incentrati sugli aspetti economico finanziari
  • studi orientati all'analisi della vivibilità
  • studi orientati alle performance
  • studi settoriali

 

 

Alcuni esempi di benchmarking cittadino
I primi lavori di benchmarking nascono in ambito privato negli anni '70 e hanno un carattere prettamente economico-finanziario. Allo stesso periodo risalgono i primi lavori che hanno come finalità la comparazione della qualità della vita in diverse città.
Gli studi a carattere settoriale nascono per analizzare lo sviluppo di determinati settori economici in diverse città.

 

Negli ultimi anni, gli studi settoriali sono diventati molto frequenti in quanto legati all'individuazione di benchmarking di sostenibilità o innovazione. Spesso gli ambiti vanno a fondersi per cui studi settoriali legati alla sostenibilità divengono anche studi sulla qualità della vita e studi sulla qualità della vita divengono studi sulla capacità di sviluppo economico finanziario di un'area. Queste connessioni sono molto più forti con lo sviluppo dell'innovazione tecnologica ed il forte utilizzo delle reti, di qualunque natura, per la promozione delle città e delle loro specialità economiche e produttive.

La tabella seguente riassume alcuni degli indici di benchmarking più rappresentativi del ventaglio di tipologie e combinazioni possibili.

 

Indice

Paese

Ambito

Aree Tematiche

Numero Indicatori

Smart Cities Index

Italia - capoluoghi di provincia

Innovazione

Smart Health, Smart Education, Smart Culture & Travel, Smart Mobility, Smart Government, Smart Urban Security, Smart Justice, Broad Band,

Mobilità Alternativa, Risorse Naturali, Efficienza Energetica, Energie Rinnovabili

422

European Smart Cities

70 città in Europa tra 100.000 e 500.000 abitanti con università e con area di attrazione che non include città più grandi

Innovazione

Smart Economy, Smart Mobility, Smart Environment, Smart People, Smart Living, Smart Governance

74

The European Cities Marketing Benchmarking Report

100 città europee

Turismo

 

 

2025 City Competitiveness Index

120 città del mondo misurate ora e con previsioni per il 2015

Competitività (capacità di attrarre capitali, affari, talenti e visitatori)

Forza economica, capitale fisico e maturità finanziaria, aspetti istituzionali e capitale umano, appeal globale, aspetti sociali e culturali, ambiente e rischi naturali

27 indicatori qualitativi

5
indicatori quantitativi

Utah Benchmarking Project

Circa 50 città dello stato statunitense dello Utah

Supporto alla pianificazione

Dati demografici; dati che misurano la ricchezza dei cittadini; dati che misurano il costo della vita nella città; dati che misurano l'economia cittadina

 

Qualità della vita - Sole 24 Ore

Italia - capoluoghi di provincia

qualità della vita

Tenore di vita, servizi ed ambiente, affari e lavoro, ordine pubblico, popolazione, tempo libero

36

European Cities Monitor 2011 (Cushman & Wakefield)

35 città europee e non

Economico-finanziario

Valutazioni su un panel di imprese: Fattori essenziali per localizzare un business; città considerate: città d'affari; abili a promuovere se stesse; città non europee che possono avere la maggiore espansione nei prossimi 5 anni; migliori per facilità nell'accesso al mercato, clienti o fornitori; dove è più facile reclutare staff qualificati; migliori per qualità delle telecomunicazioni; migliori per reti di trasporto esterno; con la migliore valutazione economica degli immobili commerciali; migliori per costo degli staff; migliori per disponibilità di spazi ad uso commerciale; migliori per politiche di incentivo delle attività economiche; migliori per n. lingue parlate; per trasporti interni; migliori per qualità della vita per i lavoratori; migliori per livelli inquinamento; strategie proprietarie ritenute più importanti nel corso degli ultimi 12 mesi; fattori che le imprese considerati di maggiore impatto sugli affari nei prossimi 5 anni.

35

 

 

Alcuni spunti critici
Ogni qualvolta viene stimato uno di questi indici si scatena il dibattito sulla classifica. Questo avviene in particolare per gli indici calcolati a livello nazionale, mostrando un entusiasmo massimo o un altrettanto scetticismo.

In realtà, tutti gli indicatori composti oggettivi – cioè che non utilizzano valutazioni soggettive di un fenomeno derivanti dalle valutazioni di singoli individui campione – andrebbero analizzati partendo dalle singole variabili che lo compongono e valutando in primis quali variabili sono state scelte per valutare un fenomeno, se sono state ponderate e con quale metodologia è stato costruito il peso. Ponderare significa attribuire una certa importanza relativa ad una variabile o ad un fenomeno rispetto a tutti gli altri: un buon indicatore riduce al minimo gli elementi di soggettività. Per questo è importante verificare anche la fonte delle singole variabili – più la fonte è omogenea meglio è – e gli anni di riferimento – i dati dovrebbero far riferimento ad uno stesso periodo.

Se si fanno confronti tra più anni occorre accertarsi che ogni fenomeno sia monitorato ogni anno con le medesime variabili e valutare come si sono modificati i pesi.

In pratica, prima di valutare la classifica ed i suoi risultati occorre valutare l’indicatore di benchmarking stesso.

Spesso e volentieri chi utilizza o commenta questi indicatori si ferma alla classifica finale senza fornire alcun ragionamento sull’indicatore.

Si tratta di una prassi che manca ma che può avere notevoli conseguenze nel momento in cui queste classifiche vengono direttamente utilizzate per trarre considerazioni sulle città.

Sarebbe necessario, perciò, incrementare le conoscenze statistiche degli operatori che utilizzano tali indicatori per trarne valutazioni e degli amministrazioni che da quegli indicatori devono essere valutati.



[1]Si veda ad esempio quanto scrivono Giffinger e Gudrun (2010), Smart cities ranking: an effective instrument for the Positioning of cities?, Journal of the Centre of Land Policy and Valuations – Polytechnic University of Catalonia and of Thematic Network Architecture, City and Environment.

[2] Luque, T and Munoz F (2003). Benchmarking y Marketing de Ciudades, XVII Congreso Anual y XIII  Congreso Hispano- France´ s, Bordeaux, 4, 5 y 6 de junio, vol. I, pp. 663–673.

 

 

di Vania Statzu
Promozione e Indagini Sociali [online] n.08 - Ottobre 2014
ISSN: 2281-6720

 

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